La zampogna

Con il termine zampogna si intende tutta la famiglia di strumenti musicali dalle caratteristiche comuni e dai tanti nomi ( cornamusa, piva, zampogna, gaita, bagpipe, etc.)
Strumento musicale nel quale l’aria è soffiata in tre canne provviste di ance chiamate calami o più propriamente dette: nel nostro gergo, la manca e la ritta, o ancora la totara maschio e la totara femmina, di un bordone che emette una sola nota fissa (bordone sonoro) e di un bordone più piccolo denominato muto.
Il ceppo o testata della zampogna, è ancorata ad una sacca che viene gonfiata direttamente dal fiato dell’esecutore, a mezzo di una imboccatura in legno forata chiamata insuflatore, e di una valvola che permette la tenuta dell’aria nella sacca, quando si respira.
Dopo che l’aria soffiata ha raggiunto una determinata e specifica pressione, le ance si mettono in vibrazione, emettendo il caratteristico suono.
Poiché il flusso d’aria non può essere interrotto, quando l’esecutore deve respirare, dà alle ance un flusso d’aria costante premendo la sacca con il braccio destro.
Questa manovra è impercettibile, e solo chi conosce le modalità tecniche della zampogna se ne accorge.
Quindi la zampogna non può eseguire pause.
Oggi è a noi particolarmente familiare in quanto preannuncia l’avvento del Natale, ma se facciamo un salto indietro nel tempo riscopriamo che la zampogna nella nostra realtà abruzzese, non era in uso solo nel periodo di Natale, ma aveva un calendario ben preciso delle prestazioni durante l’arco dell’anno.

Musica e canti popolari, dall’Epifania in poi fino al 28 del mese di novembre dello stesso anno.
Musica sacra:
  • dal 29 novembre al giorno 8 dicembre “Novena alla Madonna”
  • dal 16 al 24dicembre novena di Natale, per continuare in tema natalizio fino all’Epifania .