Storia

Cenni storici

Strumento di origine antichissima, gia’ conosciuta dai popoli euro asiatici, dai Sanniti, ed utilizzata dai Romani il cui nome specifico era UTRICULIARUM.
Mitologicamente parlando già nella figura di Pan si notano due flauti suonati contemporaneamente dallo stesso.

La musica e i canti nella società agro-pastorale eseguita con zampogna e ciaramella è sempre stata una delle espressioni di un ceto medio inferiore che, a seconda delle occasioni, trasmettevano messaggi ben precisi.
Si stà parlando di un periodo dove le disparità sociali erano molto marcate.
Molto spesso erano atteggiamenti di riscatto di una condizione sociale inadeguata, con forme aggressive (canti, satire e relativi balli) nei confronti dei ceti superiori, e si poneva prevalentemente come valvola di sicurezza (di sfogo) di una società in perenne frustrazione.

Ma nella maggior parte dei casi, il canto popolare era finalizzato al corteggiamento della donna come preludio di una probabile unione, oppure i famosi motivi a scontro ( o più propriamente detto “a ccurriv”) dettato da delusioni, di amori non corrisposti, tradimenti.
Questi canti venivano eseguiti mentre si lavorava, e nei momenti di riposo accompagnati con zampogna e ciaramella, con una moltitudine di persone, in totale apertura, cioè tutti erano a conoscenza dell’accaduto, e contribuivano a rendere con strofe ben calzanti dall’una e dall’altra parte a dirsele di santa ragione.
Era inoltre motivo di esultanza nel mondo agro-pastorale per la fine della raccolta delle derrate alimentari.
Infatti i canti e i balli più sfrenati si avevano durante la trebbiatura, la raccolta del mais e durante la vendemmia, nonché negli sposalizi, battesimi, feste di piazza.